Il blog per i Coordinatori per la Sicurezza in fase di Progettazione ed Esecuzione

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Su INGENIO è stato pubblicato un articolo che, presumibilmente perchè "tagliato" per motivi editoriali, riporta una serie di imprecisioni, sulle quali, come coordinatori, ci sentiamo in dovere di intervenire.

Primo, il titolo: "Sicurezza in cantiere: chi può accedere e con quali titoli. La supremazia del Direttore dei Lavori". Il direttore dei lavori è figura certamente più diffusa del coordinatore per la sicurezza, ma è errato - ed anche controproducente - attribuirgli ruoli diretti in materia di sicurezza sul luogo di lavoro "cantiere". Se noi consideriamo la figura del direttore dei lavori, essa non compare nel cosiddetto "Testo unico della Sicurezza", ovvero il D.Lgs. 81/08 e nelle norme sui lavori pubblici si parla di Ufficio della Direzione lavori, che comprende professionalità (non necessariamente persone) diverse, una delle quali è il coordinatore per la sicurezza.

La sentenza di Cassazione Penale, Sez. Fer., 07 novembre 2019, n. 45317, rubricata come "Caduta dall'alto", oltre a stabilire che

il CSE non può rispondere per la mancata predisposizione di cautele in un'opera non prevista nel contratto di appalto

dettaglia il principio secondo cui

il coordinatore articola le sue funzioni in modo formalizzato e solo laddove possa verificarsi un'interferenza fra le lavorazioni, cioè un contatto rischioso fra lavoratori appartenenti ad imprese diverse che operino nello stesso luogo di lavoro

escludendo che nell'area di rischio governata dal CSE, come definita dal PSC, siano compresi i rischi specifici propri dell'attività d'impresa.

Nel corso del 2019 sono stati pubblicati alcuni importanti contributi sul tema degli ambienti confinati. Tra i più importanti, le linee guida del CNI e l'app gratuita dell'Università di Bologna.

Non è argomento strettamente da coordinatori per la sicurezza, ma molti di noi sono o vorrebbero essere genitori. INPS con una recente circolare stabilisce la facoltà del padre di fruire dei riposi giornalieri di cui all’articolo 40 del D.lgs 26 marzo 2001, n. 151 (T.U. sulla maternità e paternità) anche durante il teorico periodo di trattamento economico di maternità spettante alla madre lavoratrice autonoma.

Con sentenza 25836/2019 la Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un coordinatore che, per quanto nel PSC avesse evidenziato la possibilità di franamento del ciglio scavo durante le attività di costipazione, ha omesso di evidenziare le carenze in materia del POS ed ha fornito indicazioni operative a un collega, operante per conto dell'impresa.